Almo Benini

A volte anche in piccoli paesi nascono grandi uomini…

Il Maestro Benini era nato a Castello di Serravalle l’8 Agosto 1913. Alla fine della seconda guerra mondiale Almo si trovò a raccogliere una eredità pesante e difficile; ma già dagli ultimi mesi del 1945 aveva riorganizzato la compagine bandistica, iniziando corsi di addestramento per giovani, destinati a colmare i vuoti nell’organico, che nell’estate di quell’anno assommava a sole 17 unità.

La situazione generale era ancora assai precaria; i viveri scarseggiavano, le linee elettriche sarebbero state ripristinate solo alle porte dell’inverno, le finestre erano tappate con fogli di giornale, in sostituzione dei vetri andati in frantumi. La gente era uscita dal lungo “tunnel” buio con una grande voglia di vivere, la conquistata democrazia legittimava speranze, anzi certezze, di un futuro migliore. La Banda, con la sua musica accattivante e la sua fondamentale allegria, avrebbe rappresentato il miglior veicolo per questi sentimenti popolari, che attendevano solo di manifestare all’esterno la loro volontà di ripresa.

Aveva il culto della discrezione e preferiva non fare pesare il suo ruolo di Direttore, che pure ebbe a svolgere con fermezza per ben 53 anni. E’ la persona che ha segnato ineguagliabilmente la storia del Corpo Bandistico; la sua amorevolezza verso il prossimo e soprattutto la capacità educativa verso gli allievi della scuola di musica hanno contribuito a mantenere i legami con il paese proprio nei momenti più difficili, quando la maggior parte della popolazione delle campagne partiva per la città, attirata dal “boom” industriale. Vicino ai gusti del pubblico nelle scelte musicali, Almo ha avvicinato molti giovani alla Banda ed alla musica: una lavagna su cui erano disegnati alcuni pentagrammi, una vecchia scrivania, un metodo per il solfeggio e qualche leggio era tutto ciò che serviva ad Almo per introdurre i bambini alla musica. La sua immensa passione per la Banda e la sua infinita pazienza facevano il resto. Ne è un ottimo esempio il ricordo di una bandista: “quando facevi lezione di solfeggio, ti prendeva la mano e ti aiutava nel movimento, dicendo le note assieme a te. E se non avevi studiato, lo capiva subito, ma spesso faceva finta di niente, mentre tu eri intento a capire le note guardando le sue labbra…”

Nel 1995 il Maestro venne festeggiato per i suoi 50 anni passati alla guida del Corpo Bandistico castellettese, eguagliando il traguardo raggiunto nel 1906 da Remigio Zanoli.

Morì il 19 Luglio 1998, quando era prossimo a compiere gli 85 anni ed è sepolto nel cimitero di S. Apollinare, dove una lapide ricorda ai castellettesi il loro “Maestro di Musica” del dopoguerra, modesto e schivo, molto amato dalla sua gente.

Il 19 di Luglio di ogni anno ci ritroviamo a Castelletto per ricordare Almo attraverso i doni che ci ha lasciato: la sua musica, i suoi insegnamenti, la Banda.

Il ricordo di Almo è sempre vivo in tutti noi e anche nei Castellettesi, ne è una dimostrazione l’affetto e la partecipazione che sempre accompagna il concerto, che teniamo tutti gli anni, in memoria del Maestro.

Questa voce è stata pubblicata in Corpo Bandistico, Storia. Contrassegna il permalink.