La nostra storia

“XX Maggio 1861, un gruppetto di venti persone che abitavano le nostre terre supplicavano l’allora sindaco e consiglio della comunità di Serravalle di elargire un annuo assegno come compenso, affinché si potesse assumere un maestro di musica che li istruisse nella formazione di un municipale complesso Bandistico.”

“Dopo le pratiche legali, i consigli comunali e le varie deliberazioni provinciali, il primo luglio viene redatto un Capitolato per la formazione di un complesso musicale presso la comunità di Serravalle”.

Così inizia la nostra storia!

Dal 1861 ad oggi diversi direttori e molti musicisti si sono succeduti nel tempo; ci sono stati periodi complicati, come ad esempio i due conflitti mondiali, ma la Banda ha saputo sopravvivere. Nell’ultimo dopoguerra si presentarono diversi problemi: una popolazione allo stremo delle forze e lo spopolamento delle campagne sono solo due degli aspetti che la Banda si trovò ad affrontare.

La ripartenza si presentava tutt’altro che facile, anche perché le nuove mode musicali, giunte da oltre Oceano nell’immediato dopoguerra, attiravano il gusto popolare verso altri modelli, con particolare riferimento alle orchestrine da balera ed alle canzonette. La grande diffusione della radio nelle case, inoltre, contribuiva a ridurre l’interesse per la musica dal vivo, per la musica di piazza.

I corpi bandistici apparvero quasi di colpo anacronistici e questo può spiegare il fatto che nella Valle del Samoggia non vennero più ricostituite le Bande già presenti in passato a Bazzano, Monteveglio, Calcara, Savigno e Tolè. Quella di Oliveto si sciolse nel 1953.

Castello di Serravalle fece eccezione, per motivi che non è facile individuare o analizzare. Giocò certamente a favore una indubbia predilezione locale per il divertimento in piazza, per le feste godute come un bene comune; sentimenti ancora oggi avvertibili nel contesto sociale del Castelletto, pur dopo i colossali travasi etnici avvenuti nell’ultimo trentennio.

Poi ci fu il concorso dell’elemento umano, nella persona di un appassionato di musica, che malgrado i tempi mutati credeva ancora nell’attualità dei corpi bandistici, da considerarsi come organici a se stanti, non soggetti a sudditanza nei confronti di altri più raffinati, quali le orchestre o orchestrine.

Il Maestro Almo Benini fu l’artefice della “rinascita” del Corpo Bandistico e per oltre 50 anni è stato l’immagine della Banda, fino alla sua scomparsa il 19 luglio 1998.

Oltre 150 anni di storia, che un po’ alla volta vi racconteremo nelle prossime pagine: i maestri che hanno guidato la nostra banda dal 1861 ad oggi, gli attuali bandisti, il consiglio direttivo della banda ed i più importanti documenti pubblici della banda, le principali iniziative della nostra nostra banda e gli appuntamenti che assolutamente non potete perdere… un racconto “a puntate” della nostra storia, che potrete trovare nelle pagine che seguono.

 

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